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ALPINISMO

L’Alpinismo: Più di uno Sport, un’Arte della Salita

Per il CAI di Tortona, l’alpinismo non è una semplice disciplina atletica, ma l’arte di incontrare la montagna con le proprie forze.

Un’Esperienza Irripetibile

Ogni ascesa è una creazione personale. Scalare una parete o raggiungerne la vetta significa dare vita a un’opera intima e unica: un’esperienza che non si ripete mai uguale a se stessa.

Conoscenza e Consapevolezza

Oltre allo sforzo fisico, l’alpinismo è un percorso di scoperta dell’ambiente. Praticarlo significa imparare a leggere il territorio attraverso diverse lenti:

Scienza: Geografia, botanica, zoologia e meteorologia.

Storia: La memoria delle grandi imprese e di chi ha tracciato le vie prima di noi.

Tecnica: Lo studio e la pratica costante per muoversi in parete con la massima sicurezza.

Salire una montagna significa, prima di tutto, rispettarla e comprenderla

Responsabile di attività:
Ernesto Traversa ISA – Luca Valeri IA

SCALA DELLE DIFFICOLTA’ ADOTTATA PER L’ATTIVITA’ DI ALPINISMO

Rif. Documento pubblicato sul sito istituzionale delle Guide Alpine Italiane

ITINERARIO ALPINISTICO

Termini equivalenti: VIA.

Linea ideale che si segue o si individua, per raggiungere una meta prestabilita, ad esempio una cima, in cui per la progressione (verticale o orizzontale) si ricorre alle tecniche alpinistiche e, per la sicurezza, alle attrezzature alpinistiche; nonché alle proprie conoscenze circa l’ambiente in cui si pratica l’attività, anche in rapporto alla propria preparazione fisica, all’isolamento, alla quota altimetrica, ai pericoli oggettivi, alle possibili vie di fuga e quelle di rientro. Molti itinerari escursionistici, possono richiedere tecniche ed attrezzature alpinistiche, qualora il terreno sia innevato e/o ghiacciato o, ad esempio, presenti tratti da superare per mezzo della tecnica alpinistica di arrampicata su roccia.

Scala di difficoltà

Scala UIAA (Unione Internazionale Associazioni Alpinistiche) delle difficoltà alpinistiche In arrampicata la scala numerica (ossia la classificazione della difficoltà da superare) descrive e riassume “asetticamente” l’impegno massimo richiesto nei passaggi o nei tratti dell’itinerario di roccia interessato. Il grado di difficoltà viene strettamente correlato alle capacità tecniche e motorie richieste all’alpinista/arrampicatore per compiere quell’itinerario. Tale tipo di classificazione risulta insufficiente a descrivere percorsi di carattere molto vario o di particolare complessità. Ne sono un esempio le vie di roccia in alta quota o quella di stampo prettamente alpinistico nelle quali si alternano tratti di arrampicata su roccia a tratti di arrampicata su neve o ghiaccio. Per portare a termine un tale genere di salite, infatti, può non essere sufficiente godere della necessaria tecnica “arrampicatoria” e “padroneggiare” il grado massimo previsto su roccia. Questo perché, in un percorso di stampo alpinistico, possono incidere sulla difficoltà della salita sia i pericoli oggettivi sia altri fattori legati a lunghezza della via, tipo di chiodatura, possibilità di ritirata, isolamento, difficoltà di avvicinamento e di discesa, pericoli oggettivi, reperibilità, modificazioni (crolli) della via e altri fattori. In particolare per le spedizioni alpinistiche extra-europee bisogna considerare attentamente anche le difficoltà legate all’altissima quota. Per fornire un riassunto della difficoltà complessiva di tali salite, ossia per dare una valutazione d’insieme in cui il “grado tecnico” sia solo una delle tante componenti, è stata adottata dall’UIAA la seguente scala di origine francese:

Scala delle Difficoltà Alpinistiche

Grado

Significato (FR-IT)

Descrizione

F

facile – facile

Nessuna difficoltà particolare su roccia; pendii di neve e ghiaccio fino a 30°, ma l’utilizzo di materiale d’alpinismo (casco, corda, ramponi, piccozza) è necessario

PD

peu difficile – poco difficile

Alcune difficoltà alpinistiche su roccia e/o neve; roccia fino a grado II, pendii di neve e ghiaccio fino a 35° – 40°

AD

asséz difficile – abbastanza difficile

Difficoltà alpinistiche sia su roccia che su ghiaccio; roccia fino a grado III, pendii di neve e ghiaccio tra 40° e 50°

D

difficile – difficile

Difficoltà alpinistiche più sostenute sia su roccia che su ghiaccio; roccia fino a grado IV-V o 4c-5a-5b, pendii di neve e ghiaccio tra 50° e 70°

TD

trés difficile – molto difficile

Difficoltà alpinistiche molto sostenute sia su roccia che su ghiaccio; roccia fino a grado V-VI, pareti di ghiaccio tra 70° e 80°

ED

extremement difficile – estremamente difficile

Difficoltà alpinistiche estreme sia su roccia che su ghiaccio; roccia oltre grado VI-VII, pareti di ghiaccio fino a 90°

ABO (EX)

(abominable – abominevole) (exceptionnellement difficile – eccezionalmente difficile)

Difficoltà alpinistiche eccezionali sia su roccia che su ghiaccio; pareti di ghiaccio e roccia strapiombanti, arrampicata su roccia oltre grado VII; protezioni particolarmente precarie

SCALA DELLE DIFFICOLTà ADOTTATA PER L’ATTIVITà di ARRAMPICATA

Rif. Documento pubblicato sul sito istituzionale delle Guide Alpine Italiane

ARRAMPICATA

Tecnica alpinistica per scalare una parete rocciosa o di ghiaccio o un pendio innevato o erboso in cui per la progressione si usano appigli e appoggi o ramponi e utensili da ghiaccio. Implica la conoscenza dei modelli motori, la conoscenza e competenza nell’uso delle attrezzature alpinistiche, la capacità di valutare la qualità degli appigli e degli appoggi, la conoscenza dei pericoli ambientali.

ARRAMPICATA SPORTIVA

Gesto atletico che concatena passaggi di arrampicata, con o senza soluzione di continuità, finalizzato al completamento dell’itinerario senza cadere o appendersi sulla corda. La pratica di questa attività può essere fine a se stessa ovvero come libera espressione motoria (da cui arrampicata libera) quale insieme di tecnica, forza ed eleganza gestuale o per allenamento all’arrampicata. Per la progressione verticale

e/o orizzontale si usano le sole asperità (appigli e appoggi) della roccia. Implica la conoscenza dei modelli motori, la conoscenza delle attrezzature alpinistiche specifiche. Si pratica su siti naturali appositamente attrezzati o in strutture artificiali progettate e destinate allo scopo, in entrambi i casi dove vi sono ancoraggi di sosta e protezione già installati.

ITINERARIO DI ARRAMPICATA

Termini equivalenti: VIA DI ROCCIA O GHIACCIO, ARRAMPICATA SU ROCCIA O GHIACCIO, SCALATA SU

ROCCIA O GHIACCIO, BOULDER, BLOCCO.

Linea definita o da ricercare, collegante più punti di sosta, che si segue fino al suo termine. Il termine può essere posto indifferentemente su una vetta o al termine o al centro di una vasta parete rocciosa. L’arrampicatore che la percorre può disporre di punti intermedi rinvio o doverli predisporre o integrare, per ridurre la distanza di caduta in caso perda la presa sulla roccia o sul ghiaccio. L’arrampicata si definisce libera, ovvero senza ausilio di mezzi artificiali per la progressione; artificiale, ovvero con l’ausilio di mezzi per la progressione. In entrambi i casi, ai fini della sicurezza, si ricorre alle attrezzature alpinistiche ed alle proprie conoscenze circa l’ambiente in cui si pratica l’attività, anche in apporto alla propria preparazione fisica ed ai pericoli oggettivi.

Scala UIAA delle difficoltà di arrampicata (ex Welzenbach)

Grado

Descrizione

I

È la forma più semplice dell’arrampicata: si devono usare frequentemente le mani per mantenere l’equilibrio e richiede una valutazione preventiva della qualità della roccia prima di appoggiarvi il piede.

II

Inizia l’arrampicata vera e propria: è necessario spostare un arto per volta con una corretta impostazione dei movimenti. Appigli (per le mani) ed appoggi (per i piedi) sono abbondanti.

III

La struttura rocciosa è più verticale, appigli e appoggi sono più radi ma con una certa possibilità di scelta nei passaggi e nei movimenti.

IV

Appoggi ed appigli cominciano ad essere esigui: è richiesta una certa tecnica nel superare passaggi con strutture rocciose particolari (camini, fessure, spigoli…).

V

L’arrampicata diventa delicata e tecnica (placche ecc.) e richiede anche forza fisica (opposizione di forze con i diversi arti). Il passaggio deve essere esaminato preventivamente.

VI

Richiede una buona preparazione fisica completata da un minimo di tecnica ed esperienza: l’arrampicata può essere molto delicata con combinazione di movimenti ben studiati, o di forza per la presenza di strapiombi.

VII

Appoggi e appigli sono molto distanziati: doti di equilibrio e tecniche di aderenza sono fondamentali unite ad una preparazione specifica che sviluppi molta forza anche nelle dita.

VIII – XI

Da qui le difficoltà aumentano sino a superare (ormai) il X Grado. A partire da questo grado ci si misura senza dubbio con vie estremamente “pesanti”, composte da appigli esigui e non per tutti. È necessaria grande forza e resistenza di braccia oltre che ottima tecnica nei movimenti. L’XI Grado è riservato a poche persone, appigli e appoggi obbligati di una difficoltà estrema.