CLUB ALPINO ITALIANO SEZ. DI TORTONA
"GABRIELE BOCCALATTE"

VIA TRENTO,31 C/o Palestra F.Coppi - 15057 TORTONA - (AL)      Tel. O131820778
CASELLA POSTALE 53  e-mail: info@caitortona.net

APERTURA: GIOVEDI'   21,00 - 23,00

 



 

 

l'italiano Carlo Mauri, John Evans, Wolfgang Axt, Michel Voucher, Yvette Voucher, Pierre Mazeaiid, Toni Hiebeler, Gary Colliver, Dave Peterson, Leo Schlómmer, Reizo Ito, Naomi Uemura, Jon Teigland, Odd Eliassen, David Isles, Harsh Bahuguna, Peter Steele, Dougal Haston, Don Whillans, Duane Blume.
Il gruppo alpinistico è integrato da otto persone, fra operatori cronisti, teleoperatori, cineasti: John Cleare, lan Howell, Ned Kelly, Antony Thomas, lan Stuart, Jerzy Surdel, Bill Kurban, Murray Sayle.
La spedizione inizia la marcia di avvicinamento il 28 febbraio, partendo da Lamsangu, con 830 portatori e 40 Sherpa; il 22 marzo vien posto il Campobase a 5350 metri, sul Ghiacciaio Khumbu.
Dopo un felice e dinamico inizio la spedizione vien perseguitata dalla sfortuna e dagli elementi atmosferici avversi; dopo la posa del Campo III West (6950 metri) da parte di Axt e Bahuguna, quest'ultimo muore durante la discesa di ripiegamento. Una serie di fastidiose malattie si impadronisce dei componenti il gruppo; alcune polemiche sgretolano la coesione internazionale, e qualche alpinista riprende la via del ritorno. Britannici e Giapponesi insistono sulla via della parete sud ovest e raggiungono la quota massima di 8350 metri, partendo dal Campo VI (8200 m); la deficienza dei rifornimenti d'ossigeno e soprattutto di viveri obbliga le cordate di punta ad un ritorno onorevole (Bibl. 14).

Nei mesi di luglio ed agosto 1971 è in pieno svolgimento un programma alpinistico da parte di un numeroso gruppo di Italiani, nell'Himàlaya del Nepal, all'insegna della escursione-ascensione in un paese quanto mai affascinante.
Quarantaquattro alpinisti, prevalentemente italiani, partono in volo dall'Italia il 31 luglio e raggiungono Kathmandu; il 4 agosto ne ripartono con breve volo per Pokhara e di lì iniziano la consueta e spesso emozionante marcia di avvicinamento lungo le gole del Kali Gandaki, l'impetuoso fiume che ha scavato uno dei solchi più profondi del globo, in rapporto alle due cime che a breve distanza, si ergono ad est ed a ovest del suo corso: l'Annapurna ed il Dhaulagiri.
La stagione poco propizia rende complesso il cammino a causa delle frane, dei ponti crollati, di certi guadi effettuati in condizioni da brivido.
Reinhold Messner e Giuseppe Tenti guidano il folto stuolo degli alpinisti, coadiuvati da numerosi Sherpa. Ecco i nomi dei partecipanti: Leiio Brache!, Nella Brachet, Erwin Grafenstatter, Pierluigi Moretti, Massimo Moretti, Giuseppe Mosca, Francesc Cavazzuti, Gianfranco Giai Arcata, Mirco Allagnola, Walter Multerei, Virgilio Zuani, Ernesto Tomsic, Angelo Carli, Valerio Sestini, Enzo Somigli, Silvana Bellini, Use Koch, Massimo Mila, Pericle Piatti, Federico Maccone, Cesare Ginanni, Umberto Ferrerò Merlino, Bartolomeo Cedrino, Clementina Cedrino, Giovanni Richetto, Lucia Richetto, Jean Louis Bernezat, Odette Bernezat, Ernesto Paganoni, Erminia Paganoni, Marcella
Medetti, Liselotte Medetti, Roberto Masini,Giancarlo Corbellini, Giuseppe Barbieri, Silvano Zucchiatti, Carlo Martinengo, Ermanno Nerini, Marisa Riva, Giovanni Stefanon, Loretta Manarin, Luciano Delavare.
Il giorno 9 agosto vien posto il Campo-base ad occidente del Meso Kanto (5099 m) il passo che è anche chiamato Tilicho Ovest. Nei giorni successivi tutti i componenti raggiungono la cima del Meso Kanto (Peak) (5875 m) situata ad oriente dell'omonimo passo, ed al nord del lago Tilicho. Numerose anche le salite ad altre vette vicine.
Il più forte alpinista del gruppo, Messner, effettua anche la scalata alla cima innominata alta 6800 metri (situata a ovest del Tilicho Peak; 7133 m), realizzando l'impresa dopo aver avuto l'appoggio di Giovanni Richetto, Giovanni Martinengo e Gianfranco Giai Arcata per la posa di un campo d'altitudine, a circa 6000 metri.
Dieci giorni più tardi, tutto il gruppo è di ritorno a Kathmandu; una parte dei partecipanti rientra in volo in Italia il 22 agosto ed i restanti vi giungono il giorno 29 dopo una settimana di turismo in Nepal e in India (Bibl. 15).

Nel mese di ottobre 1971 un gruppo di alpinisti prevalentemente piemontesi, visita l'Himàlaya del Nepal, settore del Langtrang Himal.
Angelo (Lino) Andreotti guida gli amici alpinisti lungo lo stesso itinerario del 1963; la metà è rappresentata da una cima di oltre seimila metri non lontano dal Gangja La, a sud est del villaggio Langtrang.
Il gruppo è composto da Emanuele Cassarà, Marziano Di Maio, demando Grajales (argentino). Elena Maf fiotto, Giuseppe Maggi, Carlo Pedenovi, franco Pisana, Giuseppe Pirovano, Pierluigi Taverna, Valerio Travi e Bruno Uggeri; fra essi sono medici, fisiologi, entomologi, botanici e geologi, intenzionati a compiere brevi indagini scientifiche.
L'itinerario comprende la risalita delle valli del Trisuli e del Langtrang; il rientro a Kathmandu è previsto lungo la valle del Malemchi Khola, e per un tratto lungo la valle dell'Indrawati.
La carovana comprende 47 portatori, sette Sherpa, un funzionario di collegamento; raggiunta la località di Betrawati, lungo la nuova carrozzabile, gli alpinisti proseguono a piedi.
Raggiunto il villaggio di Langtrang, il tempo si ri-mette al bello e già una pattuglia pone un campo a 4200 metri, in dirczione del Cangia La per esaminare le possibilità di scalata alla cima posta ad ovest del valico.
Una grossa nevicata, verificatasi fra il 12 ed il 13 ottobre, con riprese successive, trasforma in un grosso impegno per tutta la carovana il semplice passaggio del colle: il programma alpinistico viene accantonato per evidente impossibilità di realizzarlo; molti casi di oftalmia nivale fra i portatori e qualche caso di congelamento con pronto intervento dei medici italiani presenti. Dopo pochi giorni la carovana è in marcia verso
sud, fuori da ogni perìcolo, anche se sotto una pioggia ostinata.

Il 20 ottobre gli Italiani sono alle porte di Kathmandu; apprendono così di non essere stati i soli sfortunati a causa del tempo poiché il 90 delle spedizioni dell'anno non ha potuto realizzare i programmi. Il giorno 23 ottobre ha inizio il volo di rientro in Italia (Bibl. 16).

II maltempo dell'autunno 1971 non ha risparmiato neppure il gruppetto di Italiani che ha raggiunto il Khumbu per la insolita via della Rolwaling Volley.
Composto da Giuseppe Tenti, Ambrogio Leva, Aldo Hugon, Claus Kublena (chirurgo viennese) e la consorte Trude Kublena, nella prima settimana dell'ottobre 1971, il gruppetto percorre in Land Rover la rotabile che serpeggia verso il Tibet valicando il confine a Kodari; gli alpinisti si fermano molto prima, a Barabise, e di lì proseguono a piedi per Charikot e Picuti, sulla destra idro-orografica del Bhota Kosi, ed immediatamente prima dell'inizio della Rolwaling Volley, disposta con l'asse da est ad ovest.
Fiancheggiando il Rolwaling Khola, gli alpinisti ammirano la candida mole del Cauri Shankar, e giungono a Hagaon (4500 m, ca). Si tratta ora di valicare il Trashi Labtsa (5755 m) malgrado la neve molto alta, caduta di fresco; la piccola comitiva impiega sette giorni per giungere a Thame, nel Khumbu, invece dei due giorni previsti se il tempo fosse stato bello.

La salita al Forchamo (6272 m), che si eleva a sud del colle, è stata accantonata a causa delle già grandi preoccupazioni e difficoltà offerte dal superamento del Trashi Labtsa, in eccezionali condizioni di innevamento.
Gli Italiani rientrano in patria nella prima decade di novembre (Bibl. 17).

Il 7 ottobre 1971 i coniugi Ebe Oltrasi (italiana) e Jae Masson (nepalese), raggiungono in volo Lukia, per raggiungere Gorak Shep ed incontrarsi colà con il gruppo di Tenti, col quale son venuti dall'Italia. Nella prima decade di ottobre, accompagnati da tre Sherpa, i coniugi percorrono buona parte dell'avvicinamento al Ghiacciaio Khumbu ma arrestano la loro marcia poco prima di Pheriche, forse per mancanza di acclimatazione.
Rientrano poi in volo da Lukia a Kathmandu.
(Docum. Arch. CISDAE).

Un gruppo composto prevalentemente da alpinisti tedeschi, si dirige nell'ottobre 1971 verso il Muktinath Himal con l'intento di scalare il Thini Peak (5639 m), nel gruppo montuoso dell'Annapurna.
Il gruppo è guidato da Richard Langenberger con la collaborazione di tré Sherpa: esso è composto da Irene Affentranger, Carla M-averna, A. Behren, W. Behren, E. Friedrichs, H. Gaschbauer, R. Jager, K. Jelinek, A. Kayser, U. Kayser, F. Kleine, M. Màhr, R. Mayer, S. Mayer, M. Miffermeier, R. Mittermeier, H. Pfaff, 'K. Pèschi, M. Reitenspies, K. Riedmeier, F. Settele, H. Steeb, M. Steeb.
Un gruppo muove dall'Europa il 9 ottobre e riparte in volo da Kathmandu per Pokhara il giorno 12; di lì ha inizio la marcia d'avvicinamento a piedi che segue il Kali Gandaki con le sue gole imponenti; le tappe sono Henja, Khare, Tirkhe, Ghorapani, Tatopani, Ghasa, Larjung, Jomsom, Noma Phu.
Vien posto un campo d'alta quota (4600 m) e di lì, il mattino del 22 ottobre, vien scalato il Thini Peak (5639 m) da otto alpinisti: Richard Langenberger,Irene Affentranger, A. Behren, W. Behren, H. Gaschbauer, R. Jager, H. Pfaff, M. Reitenspies (medico del gruppo).
Il ritorno subisce qualche variante per poter godere di paesaggi diversi: Noma Phu, Marpha, Lete, Tatopani, Chitre, Thante, Deorali Pass (e Modi Khola), Thante, Landrung, Henfa, Pokhara. In aereo da Pokhara a Kathmandu.
Il viaggio termina con l'arrivo in Europa, in aereo, il 3 novembre (Bibl. 18).


(Notizia non elencata nella tabella cronologica e non citata negli indici).
A stampa già iniziata dell'opera, Mario Bertone da Buenos Aires ci comunica d'aver partecipato in veste di vice cafos Dedizione. alla seconda Spedizione Himalayana Ar&<'ntlna(diretta da E. Huerta) realizzata negli anni 1955 e 1956 al Dhaulagiri (8267 m). (Epis. 4 bis).

Bibliografia
1 CASTIGLIONI ETTORE - Guide italiane nell'Himàlayae neL Karakorùm, in «Alpinismo Italiano nel Mondo», Milano, C.A.I.-T.C.I. 1953, pag. 153-165.

 

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