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l'italiano Carlo Mauri, John Evans,
Wolfgang Axt, Michel Voucher, Yvette Voucher, Pierre
Mazeaiid, Toni Hiebeler, Gary Colliver, Dave Peterson,
Leo Schlómmer, Reizo Ito, Naomi Uemura, Jon Teigland,
Odd Eliassen, David Isles, Harsh Bahuguna, Peter Steele,
Dougal Haston, Don Whillans, Duane Blume.
Il gruppo alpinistico è integrato da otto persone,
fra operatori cronisti, teleoperatori, cineasti: John
Cleare, lan Howell, Ned Kelly, Antony Thomas, lan Stuart,
Jerzy Surdel, Bill Kurban, Murray Sayle.
La spedizione inizia la marcia di avvicinamento il 28
febbraio, partendo da Lamsangu, con 830 portatori e
40 Sherpa; il 22 marzo vien posto il Campobase a 5350
metri, sul Ghiacciaio Khumbu.
Dopo un felice e dinamico inizio la spedizione vien
perseguitata dalla sfortuna e dagli elementi atmosferici
avversi; dopo la posa del Campo III West (6950 metri)
da parte di Axt e Bahuguna, quest'ultimo muore durante
la discesa di ripiegamento. Una serie di fastidiose
malattie si impadronisce dei componenti il gruppo; alcune
polemiche sgretolano la coesione internazionale, e qualche
alpinista riprende la via del ritorno. Britannici e
Giapponesi insistono sulla via della parete sud ovest
e raggiungono la quota massima di 8350 metri, partendo
dal Campo VI (8200 m); la deficienza dei rifornimenti
d'ossigeno e soprattutto di viveri obbliga le cordate
di punta ad un ritorno onorevole (Bibl. 14).
Nei mesi di luglio ed agosto 1971 è in pieno
svolgimento un programma alpinistico da parte di un
numeroso gruppo di Italiani, nell'Himàlaya del
Nepal, all'insegna della escursione-ascensione in un
paese quanto mai affascinante.
Quarantaquattro alpinisti, prevalentemente italiani,
partono in volo dall'Italia il 31 luglio e raggiungono
Kathmandu; il 4 agosto ne ripartono con breve volo per
Pokhara e di lì iniziano la consueta e spesso
emozionante marcia di avvicinamento lungo le gole del
Kali Gandaki, l'impetuoso fiume che ha scavato uno dei
solchi più profondi del globo, in rapporto alle
due cime che a breve distanza, si ergono ad est ed a
ovest del suo corso: l'Annapurna ed il Dhaulagiri.
La stagione poco propizia rende complesso il cammino
a causa delle frane, dei ponti crollati, di certi guadi
effettuati in condizioni da brivido.
Reinhold Messner e Giuseppe Tenti guidano il folto stuolo
degli alpinisti, coadiuvati da numerosi Sherpa. Ecco
i nomi dei partecipanti: Leiio Brache!, Nella Brachet,
Erwin Grafenstatter, Pierluigi Moretti, Massimo Moretti,
Giuseppe Mosca, Francesc Cavazzuti, Gianfranco Giai
Arcata, Mirco Allagnola, Walter Multerei, Virgilio Zuani,
Ernesto Tomsic, Angelo Carli, Valerio Sestini, Enzo
Somigli, Silvana Bellini, Use Koch, Massimo Mila, Pericle
Piatti, Federico Maccone, Cesare Ginanni, Umberto Ferrerò
Merlino, Bartolomeo Cedrino, Clementina Cedrino, Giovanni
Richetto, Lucia Richetto, Jean Louis Bernezat, Odette
Bernezat, Ernesto Paganoni, Erminia Paganoni, Marcella
Medetti, Liselotte Medetti, Roberto Masini,Giancarlo
Corbellini, Giuseppe Barbieri, Silvano Zucchiatti, Carlo
Martinengo, Ermanno Nerini, Marisa Riva, Giovanni Stefanon,
Loretta Manarin, Luciano Delavare.
Il giorno 9 agosto vien posto il Campo-base ad occidente
del Meso Kanto (5099 m) il passo che è anche
chiamato Tilicho Ovest. Nei giorni successivi tutti
i componenti raggiungono la cima del Meso Kanto (Peak)
(5875 m) situata ad oriente dell'omonimo passo, ed al
nord del lago Tilicho. Numerose anche le salite ad altre
vette vicine.
Il più forte alpinista del gruppo, Messner, effettua
anche la scalata alla cima innominata alta 6800 metri
(situata a ovest del Tilicho Peak; 7133 m), realizzando
l'impresa dopo aver avuto l'appoggio di Giovanni Richetto,
Giovanni Martinengo e Gianfranco Giai Arcata per la
posa di un campo d'altitudine, a circa 6000 metri.
Dieci giorni più tardi, tutto il gruppo è
di ritorno a Kathmandu; una parte dei partecipanti rientra
in volo in Italia il 22 agosto ed i restanti vi giungono
il giorno 29 dopo una settimana di turismo in Nepal
e in India (Bibl. 15).
Nel mese di ottobre 1971 un gruppo di alpinisti prevalentemente
piemontesi, visita l'Himàlaya del Nepal, settore
del Langtrang Himal.
Angelo (Lino) Andreotti guida gli amici alpinisti lungo
lo stesso itinerario del 1963; la metà è
rappresentata da una cima di oltre seimila metri non
lontano dal Gangja La, a sud est del villaggio Langtrang.
Il gruppo è composto da Emanuele Cassarà,
Marziano Di Maio, demando Grajales (argentino). Elena
Maf fiotto, Giuseppe Maggi, Carlo Pedenovi, franco Pisana,
Giuseppe Pirovano, Pierluigi Taverna, Valerio Travi
e Bruno Uggeri; fra essi sono medici, fisiologi, entomologi,
botanici e geologi, intenzionati a compiere brevi indagini
scientifiche.
L'itinerario comprende la risalita delle valli del Trisuli
e del Langtrang; il rientro a Kathmandu è previsto
lungo la valle del Malemchi Khola, e per un tratto lungo
la valle dell'Indrawati.
La carovana comprende 47 portatori, sette Sherpa, un
funzionario di collegamento; raggiunta la località
di Betrawati, lungo la nuova carrozzabile, gli alpinisti
proseguono a piedi.
Raggiunto il villaggio di Langtrang, il tempo si ri-mette
al bello e già una pattuglia pone un campo a
4200 metri, in dirczione del Cangia La per esaminare
le possibilità di scalata alla cima posta ad
ovest del valico.
Una grossa nevicata, verificatasi fra il 12 ed il 13
ottobre, con riprese successive, trasforma in un grosso
impegno per tutta la carovana il semplice passaggio
del colle: il programma alpinistico viene accantonato
per evidente impossibilità di realizzarlo; molti
casi di oftalmia nivale fra i portatori e qualche caso
di congelamento con pronto intervento dei medici italiani
presenti. Dopo pochi giorni la carovana è in
marcia verso
sud, fuori da ogni perìcolo, anche se sotto una
pioggia ostinata.
Il 20 ottobre gli Italiani sono alle
porte di Kathmandu; apprendono così di non essere
stati i soli sfortunati a causa del tempo poiché
il 90 delle spedizioni dell'anno non ha potuto realizzare
i programmi. Il giorno 23 ottobre ha inizio il volo
di rientro in Italia (Bibl. 16).
II maltempo dell'autunno 1971 non ha risparmiato neppure
il gruppetto di Italiani che ha raggiunto il Khumbu
per la insolita via della Rolwaling Volley.
Composto da Giuseppe Tenti, Ambrogio Leva, Aldo Hugon,
Claus Kublena (chirurgo viennese) e la consorte Trude
Kublena, nella prima settimana dell'ottobre 1971, il
gruppetto percorre in Land Rover la rotabile che serpeggia
verso il Tibet valicando il confine a Kodari; gli alpinisti
si fermano molto prima, a Barabise, e di lì proseguono
a piedi per Charikot e Picuti, sulla destra idro-orografica
del Bhota Kosi, ed immediatamente prima dell'inizio
della Rolwaling Volley, disposta con l'asse da est ad
ovest.
Fiancheggiando il Rolwaling Khola, gli alpinisti ammirano
la candida mole del Cauri Shankar, e giungono a Hagaon
(4500 m, ca). Si tratta ora di valicare il Trashi Labtsa
(5755 m) malgrado la neve molto alta, caduta di fresco;
la piccola comitiva impiega sette giorni per giungere
a Thame, nel Khumbu, invece dei due giorni previsti
se il tempo fosse stato bello.
La salita al Forchamo (6272 m), che
si eleva a sud del colle, è stata accantonata
a causa delle già grandi preoccupazioni e difficoltà
offerte dal superamento del Trashi Labtsa, in eccezionali
condizioni di innevamento.
Gli Italiani rientrano in patria nella prima decade
di novembre (Bibl. 17).
Il 7 ottobre 1971 i coniugi Ebe Oltrasi (italiana) e
Jae Masson (nepalese), raggiungono in volo Lukia, per
raggiungere Gorak Shep ed incontrarsi colà con
il gruppo di Tenti, col quale son venuti dall'Italia.
Nella prima decade di ottobre, accompagnati da tre Sherpa,
i coniugi percorrono buona parte dell'avvicinamento
al Ghiacciaio Khumbu ma arrestano la loro marcia poco
prima di Pheriche, forse per mancanza di acclimatazione.
Rientrano poi in volo da Lukia a Kathmandu.
(Docum. Arch. CISDAE).
Un gruppo composto prevalentemente da alpinisti tedeschi,
si dirige nell'ottobre 1971 verso il Muktinath Himal
con l'intento di scalare il Thini Peak (5639 m), nel
gruppo montuoso dell'Annapurna.
Il gruppo è guidato da Richard Langenberger con
la collaborazione di tré Sherpa: esso è
composto da Irene Affentranger, Carla M-averna, A. Behren,
W. Behren, E. Friedrichs, H. Gaschbauer, R. Jager, K.
Jelinek, A. Kayser, U. Kayser, F. Kleine, M. Màhr,
R. Mayer, S. Mayer, M. Miffermeier, R. Mittermeier,
H. Pfaff, 'K. Pèschi, M. Reitenspies, K. Riedmeier,
F. Settele, H. Steeb, M. Steeb.
Un gruppo muove dall'Europa il 9 ottobre e riparte in
volo da Kathmandu per Pokhara il giorno 12; di lì
ha inizio la marcia d'avvicinamento a piedi che segue
il Kali Gandaki con le sue gole imponenti; le tappe
sono Henja, Khare, Tirkhe, Ghorapani, Tatopani, Ghasa,
Larjung, Jomsom, Noma Phu.
Vien posto un campo d'alta quota (4600 m) e di lì,
il mattino del 22 ottobre, vien scalato il Thini Peak
(5639 m) da otto alpinisti: Richard Langenberger,Irene
Affentranger, A. Behren, W. Behren, H. Gaschbauer, R.
Jager, H. Pfaff, M. Reitenspies (medico del gruppo).
Il ritorno subisce qualche variante per poter godere
di paesaggi diversi: Noma Phu, Marpha, Lete, Tatopani,
Chitre, Thante, Deorali Pass (e Modi Khola), Thante,
Landrung, Henfa, Pokhara. In aereo da Pokhara a Kathmandu.
Il viaggio termina con l'arrivo in Europa, in aereo,
il 3 novembre (Bibl. 18).
(Notizia non elencata nella tabella cronologica e non
citata negli indici).
A stampa già iniziata dell'opera, Mario Bertone
da Buenos Aires ci comunica d'aver partecipato in veste
di vice cafos Dedizione. alla seconda Spedizione Himalayana
Ar&<'ntlna(diretta da E. Huerta) realizzata negli
anni 1955 e 1956 al Dhaulagiri (8267 m). (Epis.
4 bis).
Bibliografia
1 CASTIGLIONI ETTORE - Guide italiane nell'Himàlayae
neL Karakorùm, in «Alpinismo Italiano nel
Mondo», Milano, C.A.I.-T.C.I. 1953, pag. 153-165.
Himàlaya - NEPAL
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