CLUB ALPINO ITALIANO SEZ. DI TORTONA
"GABRIELE BOCCALATTE"

VIA TRENTO,31 C/o Palestra F.Coppi - 15057 TORTONA - (AL)      Tel. O131820778
CASELLA POSTALE 53  e-mail: info@caitortona.net

APERTURA: GIOVEDI'   21,00 - 23,00

 



 

 

ascensioni di ghiaccio e di misto, assai ripide e difficili.
Da La Paz con un giorno di jeep su strette carreggiabili, superando tré passi di 4800 metri circa, si giunge alla Mina Candelaria a 4145 metri circa ove termina la strada. Dalla Mina in un altro «lungo» giorno — dapprima scendendo all'abitato di Coocò a
3654 metri, indi risalendo l'omonima valle sui ripidi pendii della destra idrografica — si giunge alla laguna Chearcota (Lago Nero), a 4670 metri circa, ove si è posto il Campo-base, il 19 luglio 1969.
Il Campo I è stato posto ai margini del Ventisquero Grande de Coocò, dopo quattro/ cinque ore di salita, a quota 5260 circa, il 2 luglio.
A circa 5480 metri, sul tormentatissimo ghiacciaio, ai piedi del Mamaniri, è stato allestito il Campo II, dopo due-tre ore di marcia dal Campo I, il 25 luglio.
La spedizione «ultraleggera» ci ha consentito di salire tutte le vette con relativa rapidità, attrezzando solo i tratti eccessivamente difficili, anche se in tal modo aumentavano il rischio e la fatica.
A tutte le vette salite abbiamo creduto opportuno dare nomi in lingua Aymara, in omaggio alla terra ed al popolo visitati.
Il 27 luglio è stata salita la prima cima, Llihirini (5970 m) (luogo che brilla), per la parete nord est e la cresta est, da Nino e Santino Calegari (alternati), A. Farina - G. Ferrari - A. Sugliani, in cinque ore dal Campo II.
Difficoltà di III grado e con pendii di ghiaccio di 45-50°.
La seconda vetta, Mamaniri (5955 m) (luogo dove c'è l'aquila), è stata vinta il 28 luglio da Nino e Santino Calegari (alternati), A. Bonicelli - A. Sugliani, A. Farina - G. Ferrari, in quattro ore dal Campo II, lungo la parete nord est; difficoltà di III e IV grado e pendii di 45° gradi (molto bello).
Il 29 luglio si è compiuta l'ascensione della terza vetta inviolata, Kollo Wichinca (5970 m) (vetta a forma di coda), per la parete est, in cinque ore dal Campo II, con difficoltà di III+ e di misto. Nino e Santino Calegari (alternati), A. Farina - G. Ferrari -
A. Sugliani (alternati).
Il Yacuma (6050 m) (cascata d'acqua), la più alta vetta vergine fra quelle salite, è stata vinta da Nino e Santino Calegari (alternati), A. Farina - G. Ferrari, il 31 luglio, dopo sette dure ore di ascensionelungo il ripidissimo canalone est, con inclinazione di
60°, e la pericolosa cresta nord, orlata di cornici e muri di ghiaccio.

Unitamente all'Aguja Yacuma costituisce la cima più difficile salita.
L'ultima vetta vergine della catena tra l'Illampu e l'Hancohuma, e precisamente l'Aguja Yacuma (6005 metri), è stata salita il 1° agosto da Nino e Santino Calegari, superando forti difficoltà di ghiaccio nel canalone est e sulla cresta sud (60° di inclinazione), in cinque ore dal Campo II.
Il giorno 5 agosto, dopo un breve riposo al Campo-base, si è installato un altro campo, denominato Campo II alto, alla base del colle dell'Hancohuma, a quota 5750 circa.
Il giorno dopo, il 6 agosto, si è «ripetuta» la cresta nord della più alta vetta della zona, il bellissimo ed imponente Hancohuma (6427 m) (testa bianca), dopo avere superato il ripido pendìo di 45°, che adduce al colle e, successivamente, l'ancora più ripido pendìo, che porta sulla cresta nord, affilata ed erta sin quasi alla sommità. Terza ascensione della cresta nord e nona ascensione assoluta.
Nino e Santino Callegari - A. Sugliani (alternati), A. Farina - G. Ferrari in sei ore dal Campo II alto.
L'Hancopiti 5° o Asjharana (5835 m) (luogo che da timore), costituisce l'ultima vetta scalata durante la spedizione; una fra le più belle e più difficili.
Salita il giorno 11 agosto da Nino e Santino Calegari (alternati) per la parete est

diretta, in tre ore dal Campo IV, posto a 5400 metri circa, a quattro-cinque ore dal Campo-base, nella Valle degli Hancopiti.
La spedizione ha lasciato l'Italia il 12 luglio ed è rientrata il 30 agosto (Bibl. 11).

Nel mese di agosto 1970 una numerosa spedizione promossa da Angelo (Lino) Andreotti del C.A.I.-UGET di Torino, ha per meta le Ande di Bolivia. È questa la quarta «spedizione sociale» che si svolge col patrocinio di vari enti ed istituti cittadini torinesi.
Guidata da Angelo Andreotti, la spedizione è composta da Marziano Di Maio, Benito Magri, Sergio Pescivolo. Elena Maffiotto, Vittorio Chiadò-Piat, Giuseppe Maggi, Lina Monge, Bruno Uggeri, Carlo Pedenovi, Paolo Mortara,Franco Pisana, Mario Fresia,

Lorenzo Brambilla, Giulio Nimani. In Bolivia vi si aggregano don Giuseppe Ferrari e Franz Gutierrez nonché i portatori Julian Pachahuaya, Alberto Chambilla,Pedro Callejas, Ernesto Gutierrez.
La spedizione giunge in aereo a La Paz e prosegue con automezzi fino a Polca (2500 m) procedendo poi fino a Marquiviri (4100 m), sulla strada della Miniera Uranio.
Il Campo-base vien posto a circa 4350 metri; il Campo II vien posto su di una insellatura a 4900 metri.
Il 13 agosto le cordate partono per costituire il Campo II (5400 m) ed alcuni ritornano al Campo I, ritenendo impossibile riposare ad altitudini superiori.
Il giorno 14 agosto tre cordate proseguono l'ascensione emontano il Campo III a 5900 metri. Il mattino del 15 agosto, verso le otto, la prima cordata inizia a salire
per tentare la vetta; l'ultima partirà dopo le nove.
Vittorio Chiodò, Giuseppe Ferrar! e Carlo Pedono vi raggiungono la cima sud (la più alta, 6462 m) verso le tre del pomeriggio; Marziano Di Maio e Lina Monge la raggiungono alle 16,30. Anche Andreotti con altri giunge a 150 metri dalla vetta ma è già quasi notte ed è saggio retrocedere.
Un alpinista è colpito da edema polmonare ed i compagni, in fraterna fatica lo trasportano ai campi più bassi ove gli viene somministrato ossigeno con notevole miglioramento. Guarirà poi completamente in Italia, dedicandosi ancora alla montagna.
Va notata la splendida capacità delle due donne presenti nella spedizione; una è salita fino alla cima e l'altra ha raggiunto i 6300 metri (Bibl. 12).


Bibliografìa
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Docum. Arch. CISDAE.


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America meridionale - BOLIVIA

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